Il DDL 1413, che modifica il d.lgs 209/2003 sui veicoli fuori uso, stabilisce un principio chiave: il fermo amministrativo non può più essere usato come barriera per impedire demolizione e cancellazione dal PRA di un veicolo fuori uso, quando ricorrono le condizioni previste. Tradotto: se l’auto è una carcassa, resta una carcassa. E va gestita come tale.
Oggi il fermo può trasformarsi in un limbo in cui un mezzo inutilizzabile continua a generare responsabilità e costi. Un’auto sottoposta a fermo amministrativo, anche se inutilizzabile, costringeva il proprietario a continuare a pagare bollo e assicurazione. Ed è qui che la possibilità di arrivare alla radiazione per demolizione diventa uno strumento di uscita.
La radiazione può essere richiesta dal titolare, presentando idonea documentazione (ovvero la dichiarazione di inutilizzo da parte della polizia locale) che attesta che il mezzo è tecnicamente un’auto fuori uso e destinato alla demolizione. E sul piano economico, la demolizione (in condizioni ordinarie) comporta una spesa che spesso si aggira intorno ai 60 euro, a carico del proprietario, ma capace di chiudere una posizione che altrimenti resta aperta per anni.
Resta inteso che la demolizione dell’auto non cancella i debiti che il cittadino ha con lo Stato e che hanno portato al fermo amministrativo, semplicemente il vincolo su quel bene non ha più utilità né economica né funzionale. Se lo stesso cittadino acquista un nuovo veicolo, quest’ultimo può comunque rientrare in provvedimenti da parte dell’agente di riscossione.
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